Santoni ovvero “la moderna bottega rinascimentale”

Nella foto, da sinistra: Giuseppe Santoni, Paola Bottelli (Il Sole 24 Ore), Andrea Guolo e la fotografa Susanna Pozzoli

La “case history” della nota azienda di Corridonia è al centro di un libro di Andrea Guolo, dedicato alla filosofia della calzatura di qualità made in Italy.

Articolo di Alessandro Feliziani per “Cronache Maceratesi”. Continua a leggere

La storia di Santoni in un libro

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Pubblicato da www.corriere.it

«Costruttori di bellezza. Filosofia della calzatura maschile secondo Santoni» è il nuovo volume della collana “Mestieri d’Arte”, pubblicato da Marsilio Editori e realizzato dalla Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte in collaborazione con Santoni. Il libro raccontata dall’interno la «case-history» del marchio attraverso il racconto di Andrea Guolo e le immagini di Susanna Pozzoli.L’azienda è nata nel 1975 a Corridonia, nel cuore del distretto calzaturiero marchigiano, dall’idea di Andrea Santoni, fondatore; il figlio Giuseppe è ora amministratore delegato.

A scuola di scarpe

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di Andrea Guolo. Pubblicato da Pambianco Magazine

La selezione è stata superata da nove candidati su trentasei, pari al 25 per cento. Gli studenti hanno affrontato lezioni di teoria, pratica e stage in azienda: sette di loro sono stati immediatamente assunti, per gli altri due la probabilità di trovare un lavoro fisso è molto elevata. Storie simili, una decina d’anni fa, appartenevano all’ambito dell’ingegneria o dei master Mba. Questa, invece, riguarda la manovia calzaturiera, il reparto nel quale si effettua il montaggio di una scarpa, e arriva dalla Riviera del Brenta, distretto del lusso dove hanno posto le basi produttive grandi firme come Louis Vuitton, Giorgio Armani, Saint Laurent e Dior. “La manifattura torna in auge, i gruppi più prestigiosi potenziano le loro unità produttive o le collaborazioni con aziende esistenti perché qui trovano qualità e competenza, garantite dalle grandi capacità operative dei nostri senior. La sfida consiste nel tramandare questi saperi alle nuove generazioni, la sfida è nella formazione”.

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Hamburger d’Italia

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Damini e affini

di Andrea Guolo. Pubblicato su Mood Magazine

“Che si accompagni alla burrata, all’aceto balsamico o alla bresaola, l’Italia potrebbe essere l’unico posto in grado di ‘rendere giustizia’ al nostro amato tesoro culinario americano”. A sostenerlo, nella prefazione di un libro dedicato (Hamburger all’italiana, pubblicato lo scorso anno da Edt), è il “cattivissimo” Joe Bastianich. Dal condizionale si passa all’indicativo: l’hamburger made in Italy conquista consensi, si moltiplica nelle carte dei ristoranti, costituisce la base per il lancio di nuovi format nel mondo del food.

L’idea del ‘rendere giustizia’ consiste nell’unire la grande intuizione statunitense, il panino ripieno di carne, con le nostre materie prime Dop, Igp o con presidi Slow Food: ricetta loro, qualità nostra. Qualcosa di simile è già successo nella birra, dove proprio la valorizzazione della tipicità rappresenta la formula che sta alla base della nascita dei tanti microbirrifici che prosperano lungo lo Stivale: del resto, che c’è di meglio di una birra fresca, intensa e speziata per accompagnare un hamburger preparato con carne di razza autoctona, pane a lievitazione naturale e patatine fritte dell’orto? Proprio birra e hamburger sono tra i prodotti più internazionali e consumati al mondo.

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Guida definitiva: dove mangiare i migliori tortellini a Bologna e dintorni.

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di Andrea Guolo. Pubblicato su www.lucianopignataro.it

Dove si mangiano i migliori tortellini?

Caro Luciano, mi poni la domanda che ogni bolognese vorrebbe farsi rivolgere, per poter “dire la sua”. Peccato che io non sia bolognese. Lo sono, ma d’adozione. E non ho alcuna voglia di essere ripudiato dopo soli quattro anni di residenza, perché in questa città ho trovato troppe cose per cui valga la pena viverci, a cominciare proprio dai tortellini.

Vuoi farmi impallinare così presto? Vuoi che ristoratori, amici e conoscenti mi tolgano il saluto, proprio ora che mi sto conquistando un po’ di fiducia? No, niente classifiche in questo pezzo, i ristoranti citiamoli pure ma senza stroncature o discutibili promozioni.

I bolognesi, sul tortellino, intavolano discussioni animate e condite con elementi di chimica, fisica e perfino metafisica. Ognuno ha la sua verità assoluta, il suo posto del cuore, che raramente si trova oltre il confine immaginario delle mura cittadine… Modena, per citarla (chiedo preventivamente scusa, ai bolognesi, per la provocazione), non la considerano nemmeno e se ne fregano del fatto che i modenesi contendano loro la primogenitura del tortellino, sostenendo che in realtà sarebbe stato inventato a Castelfranco Emilia, che sta a mezza via ma già sotto Modena….

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